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Illogica Allegria

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...Da solo lungo l’autostrada alle prime luci del mattino. A volte lascio il mio cuore incollato al finestrino. Lo so del mondo e anche del resto. Lo so che tutto va in rovina, ma di mattina quando la gente dorme col suo normale malumore, mi può bastare un niente forse un piccolo bagliore un’aria già vissuta un paesaggio o che ne so, e sto bene. Io sto bene come uno quando sogna. Non lo so se mi conviene ma sto bene, che vergogna. Io sto bene proprio ora, proprio qui non è mica colpa mia se mi capita così. È come un’illogica allegria di cui non so il motivo non so che cosa sia. È come se improvvisamente mi fossi preso il diritto di vivere il presente. Io sto bene.Questa illogica allegria  proprio ora, proprio qui. Da solo lungo l’autostrada  alle prime luci del mattino…

IllogicaAllegria in onda tutte le mattine alle 6.45 su LifeGate Radio:  in Lombardia sui 105.100,  nel Lazio  sui 90.90/90.7,  in Piemonte sui 88.75

IllogicoMareD’Inverno

di Basilio Santoro

ispirato a “Questi Assurdi Spostamenti del Cuore” di Giorgio Gaber e Sandro Luporini, Einaudi editore 202pag 12,00 euro

E rieccomi qui, dopo le beneamate e sospirate vacanze, e purtroppo oramai appartengono ai ricordi…. Sono  qui in mezzo al traffico…sul solito ponte… sulla solita strada….questa strada quotidiana che mi porta al lavoro… però devo dire che sono fortunato …abito in città e il mio posto di lavoro… si trova vicino a lecco così ogni mattina mi ritrovo sempre con tutto questo verde che mi circonda….e nonostante un po’ di traffico  sono sempre abbastanza mi rilassato… anche perché con questo andamento lento mi godo il panorama…

CHE POI però….. io amo di più il mare… e molte spesso durante l’inverno mi manca…… e allora cerco di immaginarmelo d’inverno… e mi immagino anche quegli alberghi del mare, un po’ vuoti, un po’ più silenziosi, un po’ più tristi…….con le loro sedie in vimini…s perché le sedie in vimini sono molte usate negli alberghi del mare……..chissà perché…..forse per far notare di più che sei in vacanza…  e poi spesso nelle loro stanze ci sono quelle porte incomprensibili e misteriose, sempre chiuse, che incutono un senso di disagio. Non si sa mai chi ha la chiave…..

Essì gli alberghi al mare, fuori stagione, sono come lontani dal mondo, fermi silenziosi. Si sente solo il dolce e monotono rumore delle onde…

CHE POI il mare d’inverno è come un film in bianco e nero visto alla tv…

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IllogicheOnde

di Basilio Santoro

ispirato a “Questi Assurdi Spostamenti del Cuore” di Giorgio Gaber e Sandro Luporini, Einaudi editore 202pag 12,00 euro

CHE POI quando mi ritrovo a pensare al mare o mi ci ritrovo li davanti e lo guardo mi perdo in quell’alternarsi del suo movimento…ripetitivo……con le sue onde….mi viene in mente il destino a ripetere….esssi il nostro destino è un destino a ripetere. È un marchio che abbiamo dall’infanzia. E’ un marchio che blocca la possibilità di diventare diversi. È ciò che ci impedisce di crescere. E il bambino di cui non ci liberiamo…… che grida scalpita, non per una vita che cambia, ma per conservare intatte le sue sicurezze, sempre le stesse. Spesso si dice che dobbiamo coltivare il bambino che c’è in noi. Ma se quel bambino è il bambino che ci blocca nelle nostre sicurezze io dico dico di no. Bisogna sopprimerlo quel bambino li… bisognerebbe,inveca  avere il coraggio di affrontare il nuovo, magari tremando di paura. certo tutto è meglio della ripetizione anche di quella delle onde calme, del mare, sempre uguali, quasi impercettibili …CHE POI però quando arrivano quelle più alte quelle più forti io mi diverto di più a fare il bagno… e quando sono in alto mi sento sulla cresta dell’onda e mi viene in mente anche il bellismo film… un mercoledì da leoni.

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IllogicoTradimento

di Basilio Santoro

ispirato a “Questi Assurdi Spostamenti del Cuore” di Giorgio Gaber e Sandro Luporini, Einaudi editore 202pag 12,00 euro

CHE POI… dentro di noi c’è sempre un bambino che ci lascia quell’ marchio che blocca che ci impedisce di crescere è quel bambino che grida scalpita, non per una vita che cambia, ma per conservare  intatte le sue sicurezze, sempre le stesse…. Ad esempio…. ero piccolissimo; sei forse sette anni. C’era un uomo. Sì, ora me lo ricordo, quell’uomo. Mia madre lo faceva accomodare in salotto. Veniva con sua figlia. Una bambina della mia età, coi riccioli biondi e due occhi furbissimi. CHE POI era un amico di famiglia, quell’uomo col cappello; io e la bambina giocavamo, e la mamma preparava il caffè per l’ospite. Sentivo nell’aria qualcosa di insolito, ma forse non volevo sentirlo, chi lo sa?…ero troppo piccolo. Soltando dopo, sì, a ripensarci, mi ricordo che quando andavano nella’altra stanza, c’era in me come…..un fastidio, indecifrato, niente di più, si imbarazzo. La bimba rideva. Non so se capiva già. Mia madre ci voleva bene, lo so. Viveva solo per la famiglia. No mi madre non ci ha mai abbandonati, non ci ha mai traditi. Però quella porta che si chiudeva…non me la scorderò mai, quella porta che si chiudeva! Non vorrà mica dire che, da quella volta, la paura del tradimento sia un marchio che non riesco a cancellare….

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IllogicaMatematica

di Basilio Santoro

ispirato a “Questi Assurdi Spostamenti del Cuore” di Giorgio Gaber e Sandro Luporini, Einaudi editore 202pag 12,00 euro

CHE POI quando uno si sente tradito comincia sempre a pensare ma dov’è che ho sbagliato…eppure ci deve essere stato un momento in cui ho sbagliato qualcosa….si come avviene spesso nella vita…un errore innocente che poi si è ripetuto, ingigantito…. Deve essere un po’ come quando a scuola facevamo le equazioni algebriche, cioè, tu fai uno sbaglietto, una svista, un più o un meno, chi lo sa. È che poi te lo porti dietro, e nella riga sotto cominci già a vedere degli strani numeri. Vabbè, dici, tanto dopo si semplifica. Poi i numeri ancora più grossi, brutti, sgraziati anche, addirittura enormi, incontenibili, schifosi…. E alla fine. X= 462.274.363 fratto radice di 78.217.304 + C

E ora prova a semplificare.

Nella vita è lo stesso. Forse un errore innocente; magari, che ne so, insicurezza, difese, paura, chissà da quando. E il giorno dopo, riporta e moltiplica, riporta e moltiplica, riporta e moltiplica.

E alla fine. X= mia moglie ha scopato con un altro

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IllogicoAmare

di Basilio Santoro

ispirato a “Questi Assurdi Spostamenti del Cuore” di Giorgio Gaber e Sandro Luporini, Einaudi editore 202pag 12,00 euro

CHE POI Quando finisce una storia d’amore, ci si rintana in casa, si cerca l’attrezzatura giusta per scendere nelle miniere del dolore, si ascoltano le canzoni giuste, si guardano le foto, ci si abbandona ad una tortura consapevole. Poi, passato questo periodo, toccato il fondo, ci si rialza, si riprende in mano la vita e si cerca di guarire per arrivare, presto, ad amare di nuovo.

Ma il nodo fondamentale è saperlo fare. Essere capaci di amare.

E quando sarò capace d’amare
 
vorrò una donna che ci sia davvero…. Una donna
che non affolli la mia esistenza
ma non mi stia lontana neanche col pensiero…..

Vorrò una donna che se io accarezzo
una poltrona, un libro o una rosa
lei avrebbe voglia di essere solo
quella cosa……Quando sarò capace d’amare
farò l’amore come mi viene
senza la smania di dimostrare
senza chiedere mai se siamo stati bene…..Quando sarò capace d’amare
mi piacerebbe un amore
che non avesse alcun appuntamento
col dovere…

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IllogiciAnniAffollati

Tratto da “Anni Affolati” GiorgioGaber&SandroLuporini

Quante auto, quante ruote, quanti specchietti retrovisori, quanti tergicristalli quanti lunotti termici….essì questa sempre così affollata  come gli anni che stiamo vivendo, anni affollati… affolati di parole……affollati di idiomi… affollati di idioti, di terroristi e di… pazzi.

Sono anni affollati di arroganza e di stucchevole bontà. Sono anni
di tentativi disperati. Anni affollati di qualsiasi forma di incapacità. CHE POI io sono così pieno… così affollato che neanche mi ricordo
il giorno in cui lasciai Veronica o il giorno in cui Lucia mi lasciò…

quanti ne ho mangiati di domani.. di destini…di orgasmi a tutti i costi.
Questi sono Anni affollati di gente informata, o che pensa di essere informata. Questi sono anni che sbiadiscono ogni cosa.
Anni affollati di paure, ricatti, di impossibili guerre. Anni affollati di mani sentenziose. Anni affollati di spunti divertenti
che il giorno dopo diventano idiozie. Anni di terapie.

Anni siete così affollati che
non riesco più a smaltirvi… CHE POI a pensarci bene di troppe cose non so più cosa farmene…… avrei bisogno di poche immagini… ma durature…

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IllogicoLuogo

Tratto da “Benvenuto il Luogo dove…”

di GiorgioGaber&SandroLuporini

CHE POI essendo i nostri anni… anni affollati… un luogo potrebbe diventare… tutto ironia… tutto allegria…  dove si nasce, dove si vive sorridendo… dove si soffre senza dar la colpa al mondo… un luogo dove i conti non tornano mai…… ma non si ha paura delle contraddizioni…un luogo dove
non si prende niente sul serio… dove il sentire è più importante……
dove malgrado l’ignoranza
tutto è intelligente….
Un luogo dove
tutto è calcolato e non funziona niente… e per mettersi d’accordo si ruba onestamente……
un luogo dove non c’è un grande amore per lo Stato……
ci si crede poco… un luogo lungo e stretto con attorno il mare… certo che un luogo così…… assurdo…sembra proprio il nostro bel Paese

Benvenuta Italia…

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IllogicaSchiavitù

Tratto da “Elogio alla Schiavitù”

di GiorgioGaber&SandroLuporini

CHE POI ogni tanto mi arrivano certi momenti di lucidità. Devo dire che sono rari, ma ogni tanto arrivano. E in uno di questi momenti di lucidità ho avuto un’illuminazione, così folgorante che lì per lì mi ha spaventato. La libertà mi fa male, anzi malissimo.Come mi piaceva la mia mamma quando mi diceva: “Guai a te!” era stupenda. Purtroppo anch’io, ormai da tempo, non ho più nessuno che mi dica cosa “devo” fare. Posso fare quello che voglio e mi sento rovinato. Perché è solo nella costrizione che si aguzza l’ingegno.
Mi spiego meglio. Un uomo in catene sa benissimo quello che vuole: vuole togliersi le catene. E allora lotta, ringhia, si dibatte, tende i suoi nervi, tira fuori tutta la sua energia e… SPRAAACK! Libero! “Sono libero, sono libero, sono libero!… sono libero!…oddio, come sono libero”. E pian piano i muscoli della sua faccia si rilassano, si afflosciano. Dopo un po’ingrassa, anche. È chiaro: è la lotta per la libertà che fa bene. La libertà in se può fare male, a tutti. Ma i danni maggiori si riscontrano e risultano più evidenti negli spiriti creativi, negli artisti, nei liberi pensatori.
Alt! Qui ci vuole la censura. Sì, un bel censore o addirittura, non mi vergogno a dirlo, un dittatore. Siamo talmente preoccupati per il sopruso fatto su un singolo individuo che non ci preoccupiamo affatto per il sopruso che subiscono tutti gli altri individui, costretti a sorbirsi una valanga di cazzate.
Se qualcuno mi domandasse se sia meglio una società repressiva dove un genio venga isolato e considerato un imbecille pericoloso, o una società libera dove qualsiasi imbecille pericoloso possa diventare un genio, non avrei dubbi. Sceglierei sicuramente la seconda, ma con un po’ di preoccupazione. Perché se abbiamo già sperimentato quanto faccia male una dittatura militare, non sappiamo ancora quanto possa far male la dittatura della stupidità…

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IllogicheEvasioni

Tratto da “Evasione” di GiorgioGaber&SandroLuporini

CHE POI con tutto questo affollamento, con tutta questa vita affollata e soprattutto con questi anni affollati uno ha veramente bisogno di un po’ di evasione. E allora, sei lì con il tua compagna o moglie e cominci “scusa cara, scusa, non è che non ti voglio più bene, no, non è che sto male con te, ma vedi, è difficile spiegare, è come se avessi il bisogno di tornare…si tornare…… come mi chiedi se lei è più giovane…. Beh. si è molto più giovane di me. Lo so è ridicolo, ma sento il bisogno di andarmene verso qualcosa, verso la vita insomma… poi magari sbaglio tutto, ma vedi ora con lei, con lei…

io sono rinato, io mi vesto in fretta
corro verso il mare aperto……io non ho più freddo, io mi sento vivo
mi sento felice, io sono un bambino
sono un altro uomo… un uomo diverso che non sta mai male… 
ho voglia di bere, ho voglia di mangiare
non ho più problemi, non ho più paura….
sono innamorato 
innamorato del mondo, innamorato della vita,
innamorato dell’amore, innamorato… scusa cara
ci sono dei momenti
che vien voglia di andar via…
non sai che cosa vuoi… sei in cerca di qualcosa…..di qualcosa  di nuovo… e che non sai cosa vuoi…..


Dopo qualche tempo la scena cambia…


Vedi cara
se adesso sono qui e sono tornato da te…
non è per rinunciare…
ma ho voglia di restare.

Forse il tuo Amore, si forse……il tuo amore, forse… Ha la chimera dell’evasione….

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IllogicaAudience

Tratto da “Audience” di GiorgioGaber&SandroLuporini

CHE POI in tutti questi anni affollati……con tutto questo affollamento…c’è in corso uno spappolamento generale, politica, cultura, spettacolo, tutto……non sono le idee che contano, no, non è la visione delle cose, no, non è la qualità dell’impegno, no: è l’astuzia del mestiere, è la bravura che conta, ma che dico la bravura… che conta… ciò che conta è l’audience! Si fanno le statistiche, i sondaggi di opinione, le indagini di mercato e alla fine… hit-parade!…. chi è in testa è più bravo, 
ma sì, ma sì, è inutile stare ad andare tanto per il sottile, è inutile stare lì a valutare la gente per quello che dice, per quello che fa, per come si comporta, ma chi se ne frega, l’importante è l’indice d’ascolto, l’importante è avere dietro le masse:

Cinque milioni.
–

–     ma Guarda che c’è un ragazzo giovane, nuovo, preparato…
– Ma chi lo conosce…

–     dieci milioni… venti milioni.
–

–     Avrei avuto un’idea interessante, nuova, stimolante…
– Ma a chi vuoi che gliene importi…

–     trenta milioni.
–

–     Ma veramente…
– Quaranta.
–

–     Ma fatemi parlare almeno, statemi a sentire!
– Zitto. Zitto che non sei nessuno! Cinquanta milioni, sessanta milioni, tutti!

Oh Dio! Tutti forse no, eh?  Forse c’è ancora qualcuno nascosto da qualche parte che ha ancora il coraggio di pensare che una cosa sia o bella o brutta indipendentemente dal successo che ha. Però si dev’essere nascosto molto bene, perché di questi tempi è difficilissimo incontrarlo!

Per il resto non è bello ciò che è bello, è bello ciò che ha audience.

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IllogicaItalia-PT-1

di Basilio Santoro e Marcello Cantoni

Oggi la giornata è iniziata bene, svegliato esattamente 7 secondi prima che suonasse la sveglia… stamattina l’ho fregata…lei con quel suo suono un po’ angoscioso…… è mesi che dico che devo cambiarla, ma lei è sempre lì sul comodino che resiste… comunque stamattina l’ho fregata… accendo la radio e sento una delle miei prime dieci canzoni preferite, Viva l’Italia di Francesco De Gregori… beh si dice che chi inizia bene è già a metà dell’opera…quindi oggi sono sicuro che sarà un buona giornata…

viva l’Italia, l’Italia liberata, l’Italia del valzer, l’Italia del caffè. L’Italia derubata e colpita al cuore viva l’Italia, l’Italia che non muore”

Essì l’Italia che non muore… anche se in questi ultimi anni siamo un po’ un Paese che arranca, che si compromette, che si consegna ai sollazzi del potere… siamo sempre più impauriti di fronte alle diversità altrui… sembriamo aver smarrito il filo che ci legava ad un passato glorioso, quel filo annodato ad altri uomini e ad altre donne, che avevano fatto di questo Paese un luogo e un’idea di cui andare fieri. È facile cadere in una specie di nostalgica trance e sentirsi orfani di gente come Pasolini, Montanelli, Fellini, De Gasperi, Pertini, Berlinguer, Gaber, De Andrè, e a questa lista ognuno può aggiungere i suoi nomi. Amare il proprio Paese è un cammino tortuoso, è un cammino da fare con la schiena dritta e lo sguardo attento, un cammino fatto di scoperte dolorose, di vibranti denunce ma anche d’improvvise sorprese e di slanci dell’anima….e in una giornata come questa cominciata bene… nonostante tutto… io vedo dei bagliori di luce in questa nostro Paese dal fiato corto…… e sono sicuro che esistono molte strade, che passano da un iniziale sforzo di fiducia, che spinga la nostra vista, anche quella mentale, alla ricerca del bello… e allora viva l’Italia..l’Italia che resiste… come la mia sveglia lì sul comodino…

Amare il proprio Paese significa ribellarsi alle ingiustizie e gridare forte contro gli abusi del potere, ma significa anche riconoscere e gratificare la fantasia, il coraggio e l’eccellenza, che si annidano ancora tra le pieghe di questa terra. E allora bisogna costruire una strada alla ricerca dell’Italia che funziona e lungo questa strada lasciare il cuore incollato al finestrino  e cominciare a raccontarla. Amore. Poesia. Verità. Come Pane Amore e fantasia si perché per poter risollevare la nostra bella Italia che arranca questi sono gli ingredienti che ci vogliono e allora voglio immaginare una strada con rotonde piene di fantasia, incroci pieni di poesia, e soprattutto Pane per tutti o meglio lavoro per tutti…… A queste sostanze principali se ne aggiungeranno molte altre lungo il viaggio, ma da queste tre non si può prescindere. Si potrebbe partire con un occhio ancora al passato, ma solo per ricordarsi di come veniva raccontata l’Italia in bianco e nero. Quando c’era da unire un Paese diviso dai dialetti, dalla povertà, e dalle distanze geografiche…… Continua

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IllogicaItalia-PT-2

di Basilio Santoro e Marcello Cantoni

…i grandi maestri della cronaca e della letteratura ce la raccontavano con amore, poesia e verità. Pasolini, ad esempio, nel suo documentario cinematografico “Comizi d’amore”, parte per un viaggio tra le pieghe dell’Italia del 1965, con la telecamera e la sua voce ci presenta un’umanità sfaccettata, fatta di contadini, giovani militari, bambini, piccolo borghesi, donne innamorate. Con la scusa di raccontarci il rapporto degli italiani con il sesso e l’amore, e ci raccontava l’anima di un Paese, le sue meschinità e le sue meraviglie….CHE POI  in quel viaggio Pasolini era cronista e poeta. Ci presentava la povertà e l’ingiustizia non come uno schiaffo in pieno volto all’ora di cena, ma come una carezza sulla fronte prima di andare a dormire. Faceva male ugualmente, spingeva a riflettere, ma allo stesso tempo innalzava lo spirito…… e come dimenticare Mario Soldati e Gianni Brera, i loro racconti dalle rive del Po, quella poesia che volava alta parlando di ricette contadine, di rane, di cose da poco. Un modo di raccontare apparentemente semplice, ma intellettualmente sublime. Partire da un piccolo particolare, una caratteristica locale e allargare lentamente il campo visivo della narrazione per raccontare un popolo, il suo coraggio e la sua miseria. E allora si potrebbe partire così, da un piccolo paese in provincia di Milano. Cassinetta di Lugagnano. Si potrebbe raccontare il parco del Ticino, la sua pace, le specie di animali protette che popolano la sua area. Camminando sulle rive del fiume, tra gli alberi secolari, non è difficile sentirsi in un “non luogo” metafisico.        CHE POI in quel “no luogo” si fatica a ricordare di essere a pochi chilometri dalla bulimica metropoli che tutto inghiotte. Il silenzio e i panorami sono cinematografici e musicali, un posto per poeti, si direbbe, per innamorati e cercatori.ma anche un posto per vivere la vita di ogni giorno….. Continua

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IllogicaItalia-PT-3

di Basilio Santoro e Marcello cantoni

ispirato dal Libro, L’Anticasta di Marco Boschini e Michele Dotti  edito da EMI

Cassinetta di Lugagnano, piccolo comune del parco del Ticino, dove una particolarità rende la bellezza del borgo ancora più esatta e limpida….CHE POI La politica che spesso umilia il nostro Paese, qui ha deciso di fare un passo indietro, di tornare tra la gente e di pensare al bene comune. A Cassinetta l’amministrazione comunale e i cittadini hanno deciso di dire basta alla cementificazione del loro territorio. Il primo comune d’Italia dove l’urbanizzazione è a crescita zero. La gente ha parlato, si è confrontata, ha valutato tutti gli aspetti di una decisione così complessa e poi ha sentenziato: a Cassinetta non si costruisce più. Nessun nuovo quartiere con villette a schiera, carino e curato magari, ma capace di mangiarsi chilometri di parco. Nessun ipermercato luccicante, nessuna isteria residenziale in cerca di denaro. Le case si possono sistemare, modernizzare, non c’è bisogno di altro cemento. Così, la giunta ha iniziato a riparare le case vuote e pericolanti del centro storico e dell’intera zona, ha tagliato le spese superflue per far fronte ai costi di bilancio e ha lanciato un sasso nello stagno della politica italiana. Il turismo del borgo è cresciuto ancora di più. Qualcuno ha saputo dell’iniziativa e vuole vedere con i suoi occhi le facce di quei “rivoluzionari ambientalisti, la maggior parte non ne sa nulla della grande svolta, ma la domenica, a Cassinetta, ci si va perché è un posto sereno, dove la vita sembra a misura d’uomo e poi, si dicono tra di loro: “hai visto, non costruiscono mai una casa nuova… forse non si rendono conto di quanti soldi farebbero?”. E invece è bello passeggiare nel parco del Ticino e sentirsi fuori dal tempo e fa venire voglia di sdraiarsi sulla riva del fiume e di aspettare la sera, con il cuore più calmo.

CHE POI a pensarci bene il fatto di continuare a costruire viene sempre motivato da bune intenzione” Facciamo il centro commerciale per i posti di lavoro”, “ costruiamo mille villette per avere la scuola più grande e la piscina nuova”… ”il polo logistico creerà sviluppo e occupazione”….La spinta al consumo di territorio è motivata dalle necessità dell’economia e dalle ricadute positive sul benessere dei cittadini… “non si può stare fermi, bisogna crescere, crescere essere competitivi, l’economia non può rallentare. Costi quel che costi”….. CHE POI però non è raro che il consumo di suolo diventi addirittura spreco …… e alla fine si hanno centinaia di capannoni vuoti, decine di migliaia di case sfitte…  Sprechi che non hanno nessun beneficio, né sull’occupazione né sulla qualità della vita dei cittadini.ma che al contrario, e paradossalmente, produce brillanti effetti sul pil un capannone o una casa costruiti hanno creato ricehhza, anche se restano vuoti..benessere che ufficialmente ci si ostina a msurare solo con un vecchio indicatore prodotto interno lordo, un concetto completamente superato e inadatto a dirci quanto sta bene un paese e..giaà nel 1968 questo lo diceva Bon Kennedy…

Sono passati più di 40 anni e ancora abbiamo il Pil, e sembra che ancora non sta cambiando nulla…ma siccome oggi per me è una buona giornata iniziata bene… voglio pensare al sindaco di Cassinetta di Lugagnano che appartiene a quella moltitudine di persone responsabili civili che si danno da fare per cambiare il mondo e renderlo più sostenibile persone che armate da una  “benedetta irrequietezza” si danno da fare, quotidianamente, per un mondo più sostenibile…. su questa moltitudine inarrestabile..Paul Hawken ci ha fatto pure un libro…

Alla prossima illogica allegria e buona strada a tutti noi

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IllogicaAlda

di Basilio Santoro

Alda Merini, poetessa milanese se ne andata. Se ne andata domenica  1 novembre tutti santi. Il giorno prima del giorno dei morti. Del resto la sua poesia era benedetta e vivrà per sempre. Il suono della sua voce era veramente poesia pura.Se ne va una poetessa, più importanti del novecento ma soprattutto se ne va una donna. Una donna vera. Una donna intensa e difficile. Un’intellettuale diversa e non incasellabile in alcun modo». Un titolo di una sua opera è stato «Più bella della poesia è stata la mia vita», in questo titolo sta tutta il suo pensiero la sua vita. Potrebbe essere un paradosso vista la sua vita vissuta tra mille difficoltà sotto la cappa del disagio e della malattia, ma è  è la prova di una forza, di una spinta che percorre insieme. Vita e poesia». Era nata il il 21 marzo il primo giorno di primavera del 1931……CHE POI Alda Merini abitava nella sua casa sui Navigli non più grande di una grande roulotte, e quella casa era aperta per tutti i milanesi, nessuno escluso: poeti in erba, semplici ubriaconi, editor alla ricerca di un libro molto faticoso da mettere insieme, era lì, per le casalinghe disperate e per coloro che vedevano in lei una persona, autentica, contro il conformismo mediatico di quasi tutti gli altri, acculturatissimi, sofisticatissimi, disinfettatissimi, facitori di versi……CHE POI Alda era doppia, era patetica, era erotica come possono esserlo i folli. Si lamentava, sbuffava, toccava, tuttavia dava moltissimo a chiunque, senza accorgersi. Il luogo di Milano che Alda riteneva il più bello tra tutti  era il manicomio, il Paolo Pini, dove lei passò diverso tempo. Per lei era un luogo privo di violenza, dove la gente si rispettava e si voleva bene. Per lei il vero manicomio era la città».

Alda Merini poetessa milanese nata nel primo giorno di primavera, e volta via il primo giorno di novembre… Non cercate di prendere i poeti perché vi scapperanno tra le dita”…..Alla prossima illogica allegria e buona strada a tutti noi

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si ringrazia per la partecipazione Mariangela Melato e Angela Ricciardi

IllogicaBrenda

di Basilio Santoro

tratto da “Quel Povero Corpo” di Sandro Medici

Povera Brenda. Povero corpo stordito, soffocato e infine spento. Sua unica arma per affrontare la vita, diventato motivo per subire la morte. Cresciuto in un tormentoso smarrimento perché esitante, incerto, di dubbia classificazione, per poi riconoscersi in un genere in transito e affermarsi nella sua orgogliosa diversità. Quella diversità che l’ha definitivamente trasformato in una merce di valore, un prodotto con cui competere sul mercato. Ma Brenda era solo quel corpo prorompente? Un corpo che si offriva a una domanda segreta e inconfessabile, anzi deprecabile? «Io non sono cattiva, è che mi disegnano così», recita una battuta di un vecchio film. Per comodità l’abbiamo raccontata e rappresentata come un oggetto di perdizione che con il suo spiazzante magnetismo ha travolto la politica. Chi fosse davvero, nessuno lo sa e nessuno lo vuole sapere. Una delle tante migranti che arrivano da noi come e quando possono, con la speranza di liberarsi di quella povertà che si portano appiccicata addosso, offrendoci l’unico bene che hanno disponibile: il corpo. Abbandonano terre dolenti ma magnifiche e si rifugiano nelle nostre desolate periferie. Disposti a tutto pur di mettere insieme il pranzo con la cena e forse illudendosi anche di raccogliere quanto basta per tornarsene indietro.Sono loro gli oggetti dei nostri desideri, le persone che andiamo a cercare per la strada o al chiuso degli «studi». Ne abbiamo bisogno. Noi siamo la domanda, loro l’offerta. Esattamente come succede con le badanti, con i muratori, con i braccianti e perfino con i lavavetri ai semafori. Senza di essi, l’industria, le campagne, i servizi si fermerebbero. Ci servono. Sono ormai indispensabili per mandare avanti questo paese. E anche per il nostro intrattenimento sessuale, per coltivare il nostro immaginario erotico, che, come ben sappiamo, difficilmente accetta confini. Forse il razzismo nasce proprio qui. Si alimenta con la rabbiosa consapevolezza che da soli non ce la faremmo e che dunque dei migranti c’è necessità. A conferma delle nostre insufficienze, dei vuoti che non riusciamo più a colmare, dei desideri che non sappiamo più soddisfare: nemmeno sul piano immateriale delle nostre fantasie sessuali. Questa ragazzona brasiliana ammazzata ai «due ponti», in quest’angolo anonimo di Roma, ci sbatte in faccia tutta la nostra disumanità. Sì, è così. Ci siamo eccitati per la sua storia licenziosa, per i risvolti piccanti del giro di politici che la frequentava, abbiamo spettegolato per un po’ e infine emesso i nostri verdetti ipocriti. L’abbiamo usata e poi gettata. Ora la sua morte violenta è come se ce la restituisse. Siamo a chiederci se l’abbiano uccisa per farla tacere, per soffocare scomode verità, per impedire che lo scandalo si estenda, ecc. Tutte domande che continueranno per qualche tempo ad animare grandi e piccole discussioni. Ma di Brenda e di tutte le Brenda che ci circondano, delle loro storie, dei loro sentimenti, continueremo a non volerne sapere.

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IllogicaSiciliad’Inverno

di Basilio Santoro

CHE POI a pensarci bene io nella mia bella Sicilia d’inverno non ci sono mai stato, è da 50 anni che abito qui a Milano… ho ancora giù…. la mia casa dove sono nato ad Acquedolci in provincia di Messina  sul mar tirreno…… ma ci vado quasi sempre d’ estate…magari per questo natale ci faccio un salto così vedo per la prima volta la mia terra d’inverno… CHE POI il mio amico Salvatore Gerbino U Prufissuri mi dice che si sta bene…. con quella temperatura comunque sempre mite….lui il capotto non sa nemmeno cos’è… però quannu u mari si leva allura u friddu nanticchia si fa sentiri….mi dice in siciliano… però quando il mare è in burrasca il freddo un po’ si fa sentire. Già  mi vedo la via di casa mia in discesa verso il mare completamente deserta dalle macchine dei villeggianti estivi CHE POI no sono altro che gli emigranti che tornano al paese per le vacanze…… mi vedo la signora Pina affacciata alla sua verandina vestita di nero magra come un grissino con la solita sigaretta accesa che guarda un po’ a destra un pò a sinistra per veder se c’è qualche comare per poter scambiare quattro chiacchiere… magari c’è nessuno e allora la vedo alzare gli occhi al cielo fare una bella e malinconica aspirata di sigaretta…. e rientrare in casa dicendo far se e se e camu affari chiullu ca voli diu   e che dobbiamo fare quello che vuole Dio….essì perché no! magari queste feste un salto ce lo faccio giù al mio paese…così vado a trovare i miei amici Salvatore u Prufissuri e Pina la fumatrice…nella mia bella Sicilia..

La Sicilia d’inverno

è come un film in bianco e nero visto nel pensiero.

E verso il suo interno,

mi perdo nei campi di grano che salgono e poi si buttan giù.

Sabbia bagnata,

dal mare che il vento ogni tanto si porta via,

aquiloni invisibili rincorsi da bimbi

e stanche parabole di vecchie comari.

Ed io che rimango qui al nord a cercare un caffè.

CHE POI in certe mattine come questa, con questo freddo con questa aria sicuramente malsana, mi ritrovo ad avere nostalgia della mi Sicilia ma guardano anche queste montagne che si stagliano lontane  sul mio parabrezza mi sento innamorato anche di questo nord che mia ha adottato di questa città… Milano  e comunque di questo intero Paese. L’Italia…. non ho mai avuto un concetto esclusivo di patria, mi piace considerarmi un cittadino del mondo, e rifuggo ogni pensiero di becero nazionalismo, però, a volte, c’è un gusto particolare nell’essere italiano… Siamo un popolo strano, siamo poeti e puttanieri, ladri ed eroi, ci sacrifichiamo per difendere qualcuno da un’ingiustizia, ma siamo pronti a fotterci il posto, nella fila alla posta, appena quello davanti a noi, si distrae un momento.E poi, ci sono il territorio e la sua bellezza. C’è questo Stivale che, dalle Alpi scende verso l’Africa, con il mare che entra nelle piazze, nelle strade dei piccoli borghi di pescatori…nei mercati come quelli della mia terra. La Sicilia… di Palermo e la sua Vucciaria….

Alla prossima illogica allegria…e buona strada a tutti noi

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IllogicheScimmeAroboricole

da il Blues delle scimmie arboricole di Lino Di Gianni

Alzarsi alle 6 di mattina e buttarsi nel buio di una tangenziale.Torino, Porta Palazzo, il più grande mercato d’Europa, si lavora. Marocchini e cinesi preparano i banchi del mercato. Rondò della Forca, c’è coda.Chissà se anche nel 1600, qui…dove si eseguiva in piazza.Rallento, accendo la radio, la musica classica mi consente di svegliarmi a poco a poco. Ecco, il parco della Pellerina. I soliti due sguardi. A destra: le ragazze nigeriane che si cambiano dopo i clienti della notte. Busta blu, vestiti e le piu povere prendono il tram. A sinistra: la ThyssenKrupp. Guarda l’albero delle foto degli operai bruciati, lasciato all’incuria del tempo. Che storia brutta, quella, morire per pochi soldi. Coi padroni tedeschi tirati al risparmio. Vado, vado, curve, buio e camion. ( Buio e auto. Conchiglie accese dentro). Da una galleria all’altra, e trivello le montagne. Come vorrebbero fare con la Tav, qui in Valle Susa. E tutto questo popolo di Bambini della Mezzanotte che resiste. Chi l’avrebbe detto che, ancora, dopo il 2000, ci sarebbe stato un movimento di popolo, senza partiti? Tempi strani, dice la radio, gli operai sui tetti- per il posto di lavoro. Tempi strani, penso io, sembra di vivere in un gigantesco Parco a Tema. Qui, qui- le trivelle dinosauro. Accorre il branco degli uomini scesi a difendere il territorio. Forse dovremmo disegnare nelle grotte, l’epopea di queste lotte. O sulle montagne, come la scritta No Tav No Mafia, che si legge, bianca, all’alba. Mi fermo, i giornali, il cappuccino. Ancora un po’ di buio, in macchina. Poi mi incontrerò in un’aula con le finestre rotte. Io e le donne somale in fuga da vent’anni di guerra. Un po’ di suoni di pace- qualche sorriso, per insegnare a leggere. Tante linee di fuga, s’incontrano qui, ad Avigliana – tra la Sacra di San Michele che sorveglia da mille anni e noi scimmie arboricole, senza nemmeno la psicoanalisi, causa disoccupazione.

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IllogicheOrmeDiSabbia

da Orme Di Sabbia di Stefania Aka Johakim

Esiste un luogo nel quale il tempo s’è fermato.

Strade ricoperte di polvere, il deserto si sta infiltrando nelle fessure dei muri ingialliti. Odore di polvere e polvere che ricopre ogni cosa, i tronchi d’alberi pietrificati, le pietre di vecchi pavimenti sotto ai portici lungo l’unica strada principale, gli abiti che mai hanno avuto colore.

Merce esposta in vendita da mesi accatastata alla rinfusa, piccoli locali scuri, odore di spezie rafferme. Gente stipata in piccoli pullman che sfrecciano pericolosamente sull’asfalto bollente, le tuniche lunghe ed i capelli impomatati da brillantine del dopoguerra. Donne che si riconoscono solo attraverso la fantasia e lo spiraglio lasciato sugli occhi, sguardi rivolti alla terra, disperse fra tante creature. L’odore del mare ed il vento scuotono l’animo, solo una voce lontana inneggia dalle torri il nome di un dio straniero. Eppure la calma, questa strana sensazione di calma gelatinosa mi ha fatto star bene. Mi ha cullata nel giorno della nascita di un profeta facendomi toccare le stelle da vicino, io piccolo granello di sabbia in questo deserto senza confini.

Sono tornata nella culla del mondo, ho lasciato che le mie origini si impregnassero del profumo dei cedri, ho permesso ai miei sensi farsi pervadere dall’odore dell’ambra ed ho condiviso il respiro lento, dolce, immenso, delle genti del sud. Ho vissuto ogni istante, frazione di secondo, battito di ciglia. Ora so da dove vengo e dove voglio andare.

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venerdì, settembre 4th, 2009
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5 Comments a “Illogica Allegria”

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Grazie Basilio.
E allora ti aspetto alla prossima illogica allegria!

marzo 8th, 2010
eleonora terrile

Ciao Eleonora sono contento che ti sia piaciuta la mia interpretazione del tuo racconto, grazie a te di aver partecipato….. comunque lo puoi ascoltare quando vuoi andando a questo indirizzo http://www.lifegate.it/it/eco/network/radio/programmi/illogica_allegria/index.html?back=true e clikkare su Illogica Allegra del 5 marzo… buona notte…alla prossima illogica allegria e buona strada a te

basilio

marzo 7th, 2010
admin

ciao silvia grazie per le tue belle parole, e del tuo “prezioso ascolto”… alla prossima illogica allegria e buona strada a te…..

marzo 7th, 2010
admin

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Ciao Basilio, ti voglio ringraziare per aver valorizzato con la tua voce e scelta musicale il mio breve racconto “Il sensibile Direttore con Riporto”.
La prima forma di ringraziamento a te e a Barbara è stata svegliarmi alle 6 venerdì scorso (credimi, per me è un’impresa quell’orario, mi coglie congelata come un cadavere!) e sentire la trasmissione in diretta.
Al di là del mio racconto, voglio farti i complimenti per l’intera iniziativa, davvero interessante e in via di sviluppo. Si vede che… da solo lungo l’autostrada alle prime luci del mattino hai imboccato la direzione radio, video e poi chissà!
Grazie ancora
Eleonora

marzo 7th, 2010
eleonora terrile

Basilio:ma che bella la puntata su Roma di martedì (2 marzo),sei riuscito a farmi arrivare una Roma di cui avere nostalgia,anche se non è mai stata la mia città,anche se,probabilmente e con un po’ di amarezza,non lo potrebbe essere mai.è stato come sentir parlare di un bambino piccolo ormai diventato adulto.grazie ancora,per rendermi i risvegli mattutini così dolci,non smetterò mai di ripetermelo!

marzo 7th, 2010
silvia
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